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Huawei ha negato di avere un coinvolgimento in una patch proposal per il kernel Linux che è stato dimostrato essere non sicura. La patch in questione secondo i ricercatori di sicurezza ha introdotto una vulnerabilità “banalmente sfruttabile“. Andiamo con ordine e riepiloghiamo quanto accaduto nelle scorse ore.
Una patch buggata è stata presentata attraverso una mailing list nella giornata di domenica 10 maggio. Chiamata HKSP (Huawei Kernel Self Protection), la patch avrebbe
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Huawei ha annunciato openEuler, nuova distro GNU/Linux basata su CentOS. Si tratta di un sistema operativo orientato al business piuttosto che agli utenti consumer. Oltre ad openEuler l’azienda cinese ha svelato anche due progetti correlati: iSula (container runtime pensato per Cloud e IoT) e A-tune (software di tuning basato sull’IA).
L’arrivo di questa distribuzione è probabilmente dovuto agli scontri tra Huawei e gli USA. Le ultime mosse dell’azienda cinese fanno capire quanto
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In questi giorni, sia a livello di notizie che di meme su internet, non si parla d’altro che della decisione del governo statunitense di bandire Huawei dalla fornitura ed utilizzo di apparati sul loro territorio.
Dopo il seguito che ha dato Google tagliando la licenza di Android per i dispositivi, molti si chiedono quale sarà il futuro degli smartphone prodotti dalla casa cinese: un passaggio alla versione open source di Android senza
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Vi ricordate di Fuchsia OS? Ne ho parlato a più riprese qui su LFFL. Fuchsia è il sistema operativo del colosso di Mountain View che ancora oggi è avvolto nel mistero. Sappiamo che la società ci sta lavorando da diverso tempo ormai (le prime tracce risalgono a oltre due anni fa) e che, a differenza di Android, non è basato sul kernel Linux ma su un microkernel proprietario, chiamato inizialmente Magenta
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