Archiviate le accuse di utilizzo improprio di Linux da parte di VMWare (forse)

by Raoul Scarazzini on


È diverso tempo, forse dalla creazione stessa di VMWare ESX (l’hypervisor Linux-based per macchine fisiche), che l’azienda del popolare software per la virtualizzazione viene accusata di utilizzare impropriamente il codice open-source non pubblicando il codice da esse derivato a sua volta come open-source.

Diverso tempo dopo, se si considera che ne avevamo parlato nell’agosto del 2016, ecco che mediante uno (striminzito) blog post, VMWare annuncia l’archiviazione del caso di contenzioso con Christoph Hellwig da parte del tribunale tedesco di Amburgo:

VMware is pleased with the February 28, 2019 decision of the German appellate court in Hamburg to dismiss Mr. Hellwig’s appeal and let stand the regional court’s decision to dismiss Mr. Hellwig’s lawsuit. VMware did not seek out this litigation, nor did we believe it was in the interests of the parties involved or the broader Linux kernel community. VMware continues to be a strong supporter of open source software development and remains willing to engage in a dialogue to address any issues or concerns from the open source community.

VMware è soddisfatta della decisione del 28 febbraio 2019 della corte d’appello tedesca di Amburgo di respingere l’appello di Mr. Hellwig e mantenere la decisione della corte regionale di respingere la causa di Mr. Hellwig. VMware non ha cercato questo contenzioso, né abbiamo creduto che fosse nell’interesse delle parti coinvolte o della più ampia comunità del kernel di Linux. VMware continua a essere un forte sostenitore dello sviluppo di software open source e rimane disposta a impegnarsi in un dialogo per affrontare eventuali problemi o preoccupazioni della comunità open source.

È dunque finita? Possiamo considerare il caso chiuso? Mica tanto, infatti stando a quanto riporta ZDNet, che è venuta in contatto con Karen Sandler, avvocato ed executive director della Software Freedom Conservancy, la questione non è da considerarsi archiviata:

We strongly believe that litigation is necessary against willful GPL violators, particularly in cases like VMware where this is strong community consensus that their behavior is wrong. Litigation moves slowly. We will continue to discuss this with Christoph and his lawyers and hope to say more about it in the coming weeks — after the courts provide their rationale for their decision to the parties (which has not yet occurred).

Crediamo fortemente che sia necessario un contenzioso nei confronti di coloro i quali violano la GPL, in particolare in casi come VMware, dove c’è la maggioranza nel consenso nella community nell’affermare che il loro comportamento sia sbagliato. LA questione si evolve lentamente. Continueremo a discuterne con Christoph e i suoi avvocati e speriamo di poter dire di più nelle prossime settimane, dopo che i tribunali pubblicheranno le motivazioni relative alla loro decisione alle parti (cosa non ancora avvenuta).

Quindi se da un lato Hellwig, con dalla sua parte la “community” (non ci sono dati per capire in quanto consista la “maggioranza nel consenso” citata dall’avvocato nell’affermazione qui sopra), è convinto che la corte si sia pronunciata senza avere tutta la competenza necessaria per prendere la decisione, dall’altra parte c’è un’archiviazione facente capo ad un appello, pertanto, almeno a livello legale, riaprire la questione sarà sicuramente più problematico.

Alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza saremo in grado di capire se quindi la questione possa dirsi realmente chiusa.

Sorge spontanea una domanda, osservando la data dell’apertura del caso, ossia il 2011: vero che Hellwig si è trovato costretto a passare nel 2015 dal tribunale dopo aver tentato ogni altra strada, ma è davvero il metodo delle corti quello necessario a risolvere questo genere di controversie? Chi beneficia di processi lunghi anni?

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Written by: Raoul Scarazzini