Ecco come una persona malata di diabete grazie all’OpenSource ha costruito il proprio device medico

by Raoul Scarazzini on

Il premio Women in OpenSource Community 2018 è andato a Dana Lewis, una donna malata di diabete di tipo 1 su cui i dispositivi medici in commercio non stavano funzionando. Infatti l’allarme del dispositivo di monitor di glucosio (GCM) non era abbastanza alto da vegliarla, costringendola sostanzialmente a rischiare ogni volta che prendeva sonno.

Sentendosi rispondere dai produttori che il volume del dispositivo era adeguato per la maggioranza delle persone, Dana si è trovata costretta ad agire in prima persona per risolvere il problema. Così, venuta a conoscenza tramite un tweet di un apersona che era riuscita ad effettuare il reverse engineering del codice del dispositivo, ha provato ad informarsi meglio, rimanendo stupita:

I didn’t understand that it was perfectly normal to ask people to share code. That was my first introduction to open source.

Non avevo capito che era perfettamente normale chiedere alle persone di condividere il codice. Quello è stato il mio approccio con l’open source.

E da lì tutto è partito, un allarme più alto è diventato una pagina web in cui Dana poteva condividere i suoi dati coi i propri cari, fino a nuovi sviluppi all’interno della open source diabetes community che hanno portato alla creazione di un do-it-yourself artificial pancreas system (DIY APS), cioè un vero e proprio sistema di pancreas artificiale fatto in casa, culminato nella nascita di OpenAPS (the Open Source Artificial Pancreas System) la cui community cresce di giorno in giorno.

Un bell’esempio di quanto la condivisione e l’approccio open source possano aumentare la qualità della vita di tutti. La storia di Dana è raccontata per intero sul blog di opensource.com.

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Written by: Raoul Scarazzini