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La guida di oggi tratta un argomento utilissimo, la creazione di alias in bash. L’uso di alias va ad aumentare la propria efficienza nell’utilizzo del terminale, ed è di aiuto per quanti non ricordino le infinite opzioni di alcuni comandi. Concluderemo l’articolo con una introduzione alle function.
Non so voi, ma il mio comando preferito da terminale è history. La mia scarsissima memoria unita ad una
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alias nomealias='comando'
pkcon refresh && pkcon update
alias aggiornamento='pkcon
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Nuovo anno, nuova shell!
La befana quest’anno ha portato la release candidate di Bash 5.0, ovvero una major release della shell più usata nel mondo linux (e non solo).
L’elenco delle novità non è molto lungo, e riporteremo giusto quello compilato dagli amici di Phoronix:
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Microsoft continua ad abbracciare il mondo *nix sempre di più, e dopo le ultime statistiche di Azure rilasciate (comprensive dell’annuncio di una nuova immagine Linux-based presente nello store), il porting ufficiale di .NET su Linux ed il rilascio di tool specifici per i container su Kubernetes, è la volta di rendere l’utilizzo di Azure un pochino più console-friendly.
E’ stato quindi aperto a tutti gli utenti della piattaforma di Microsoft la disponibilità
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OpenSUSE, la distribuzione del camaleonte, arriva su Windows 10 sfruttando il Windows Subsystem for Linux. Questo strumento era stato introdotto qualche mese fa e offriva Bash insieme a un ambiente Ubuntu.
Per chi non lo sapesse, da qualche mese a questa parte Microsoft ha aggiunto a Windows 10 un sistema per eseguire un ambiente Bash. Benchè il nome parli di Linux, il nostro kernel preferito non è in realtà presente. Lo strumento
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Se abbiamo usato il terminale almeno una volta nella vita sappiamo, quasi per certo, che il comando usato per cancellare file, cartelle e quant’altro è il comando rm. Ciò che tuttavia passa inosservato, almeno finché non ci si ritrova letteralmente fregati, è che il comando rm elimina i file senza nessuna pietà.
Per impostazione predefinita esso non mostra nessuna richiesta di conferma e, silenziosamente, fa esattamente ciò per cui è stato progettato: eliminare un file.
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Chi usa Linux, in particolare chi usa il terminale di Linux, si sarà imbattuto almeno una volta nella sua vita nel carattere ~ (altresì noto come “tilde”): utilizzarlo all’interno di qualsiasi comando bash significa automaticamente riferirsi alla propria directory home (di solito /home/nomeutente) su qualsiasi partizione essa si trovi, senza possibilità d’errore.
Ad esempio, grazie al comando
cd ~
saremo immediatamente condotti alla nostra directory home o, ancora, il comando
ls ~
ci mostrerà in output tutti i file e
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