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Lo scorso 6 Luglio vi ho informato circa la scoperta di un bug in un aggiornamento del kernel Linux che ha causato (e sta tuttora causando…) problemi al boot (ritardandolo a volte fino a 4 minuti) di Ubuntu 18.04/16.04 LTS. L’immagine del kernel problematica è la 4.15.0-24 che è stata rilasciata da Canonical in un aggiornamento del 4 Luglio.

A cos’era dovuto il bug? Canonical in data 2/07 ha rilasciato un aggiornamento

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Per caso mi è cascato l’occhio su un racconto di Jason Evanghelo, scrittore per Forbes, il quale ha deciso di passare a Ubuntu dopo anni e anni di Windows. Perchè?

Prima di narrarvi le vicende mi vedo costretto a fare un preambolo. La finalità dell’articolo non è promuovere Ubuntu bensì riportarvi un fatto reale e curioso pubblicato su una testata che non scrive prettamente di informatica nè tantomeno di Linux e Ubuntu

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Qui su LFFL abbiamo parlato ripetutamente dell’Annus Horribilis per le aziende produttrici di CPU (da Intel a AMD passando per ARM). Sono Meltdown, Spectre e le rispettive varianti le ossessioni degli ingegneri delle case sopra citate. In questi giorni è emerso che due ricercatori (Vladimir Kiriansky e Carl Waldspurger) hanno identificato due nuove varianti di Spectre, classificate come Spectre 1.1 e Spectre 1.2.

Anch’esse sono dovute all’esecuzione speculativa, tecnica pensata per incrementare

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Arne Exton ha ufficializzato l’arrivo della prima versione di RaspAnd che porta l’ultima versione dell’OS di Google (Android 8.1 Oreo) su Raspberry Pi 3.

Nonostante questa build (numero 180707) non sia ancora da considerarsi stabile Android 8.1 Oreo funziona già abbastanza bene e viaggia a meraviglia sulla Pi 3. A bordo troverete: Google Play Services, Google Play store, Google Play Game via GAPPS, YouTube, Spotify 4.6, Jelly Browser, TeamViewer, Aptoide TV, ES

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La possibilità di far girare le app Android sul sistema Chrome OS è ormai disponibile da mesi su diversi Chromebook. Come sapete se seguite LFFL presto i Chromebook ospiteranno anche le app Linux.

Ma è possibile effettuare il root sulla componente Android di Chrome OS? Da oggi la risposta è affermativa grazie al lavoro dello sviluppatore nolirium che ha reso nota la procedura con cui è possibile ottenere i permessi di root

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Più sottili, più veloci e più potenti che mai. Queste le tre caratteristiche dei nuovi laptop targati Dell. Si tratta della quarta generazione di laptop dev-edition e tutti i prodotti hanno Ubuntu pre-installato e la certificazione RHEL. Stiamo parlando dei Dell Precision 7530 e 7730 di cui vi abbiamo già parlato a fine Maggio quando solo il Dell Precision 3530 era ordinabile.

Dell Precision 7530 e 7730

Queste le caratteristiche delle workstation:

Dell Precision

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Nuova cessione in vista per Suse, storico nome legato al sistema operativo Linux e competitor di aziende del calibro di Red Hat. Dopo essere stata ceduta da Novell a MicroFocus (parte di HP Enterprise) nel 2014 ora passerà di nuovo di mano tornando europea. Micro Focus la cede a EQT Partners, un fondo di equity svedese attivo nel mondo della tecnologia: lo scambio è stato valutato 2,5 miliardi di dollari (USD), circa

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Mentre molti Chromebook sono in grado di eseguire applicazioni Android, per ora però non c’è un modo intuitivo per eseguire le Linux apps su Chrome OS. Per aumentare la libertà degli utenti  Google ha lanciato Project Crostini, progetto del quale abbiamo già parlato qui su LFFL, che richiama un po’ il WSL e permetterebbe di avere le applicazioni GNU/Linux anche su Chrome OS. L’idea alla base di Crostini è il concetto

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Yaourt uno degli AUR helper più popolari non sarà più sviluppato…

AUR (Arch User Repository) è un repository community-driven per gli utenti di Arch. Gli utenti di Debian o di Ubuntu possono pensare ad AUR come all’equivalente di un PPA.

Se qualcuno sviluppa un software (o un package) per Arch Linux potrà metterlo a disposizione di tutti mediante AUR. Questo meccanismo, l’avrete capito, consente agli utenti di avere a disposizione una miriade

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Ne abbiamo parlato a lungo qui su LFFL dove si è scatenato un dibattito abbastanza acceso. Come vi avevamo già annunciato lo scorso 15 Febbraio Canonical ha implementato in Ubuntu 18.04 LTS un “data collection tool“ chiamato Ubuntu report. Si tratta di un tool per collezionare alcuni dati utili al team di sviluppo. Questo non è un lungo tentacolo che si impossessa della vostra privacy per propinarvi i consigli di shopping

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