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In questi giorni anche la californiana Oracle ha -finalmente- rilasciato le patch per fixare i problemi Meltdown/Spectre sulle sue CPU x86.

Insieme a questo, gli utenti delle sue piattaforme SPARC (ricordiamo che un tempo Solaris girava solo su quell’OS) sono stati avvisati che anche questa architettura hardware soffre degli stessi problemi di design che ha causato il problema Spectre su Intel (e le altre x86).

Quanto scovato da The Register, in un documento

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Qualche giorno fa si è registrata una certa dose di panico perché il sito lkml.org, che ospita un archivio della mailing-list del kernel linux – metodo normale di dialogo tra gli sviluppatori e canale ufficiale degli annunci del più grande progetto opensource di sempre -,  era completamente offline. E non per poco tempo: giorni!

La causa? Tra le più banali di sempre: guasto al computer che ospita il sito. Sì il computer: in epoca

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Si torna a parlare di Meltdown e Spectre che nelle ultime settimane hanno travolto il mondo dell’IT e dai quali quasi nessuno è riuscito a salvarsi.

Le maggiori distro Linux hanno già rilasciato una serie di patch per arginare il problema ma, come c’era da aspettarsi, le performance del sistemano calano non indifferentemente.

Questo discorso si applica poco alle workstation mentre lato server la situazione è certamente più critica.

Ma di quanto vengono realmente

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Quella di Meltdown e Spectre non è una falla leggera, e lo si è capito subito, proprio per via della sua origine, il processore.

Ne abbiamo scritto e continueremo a farlo perché ogni giorno nuove scoperte vengono rese pubbliche e pare sempre più che l’ambito dei processori, sino ad oggi ritenuto sacro e involabile, sia tutt’altro che sicuro.

Prendiamo il caso di questa nuova falla scoperta da dei ricercatori Finlandesi: è possibile bypassare

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Negli ultimi ultimi giorni Spectre e Meltdown sono al centro di praticamente ogni articolo del mondo IT. I bug, in tre varianti, affliggono tutte le CPU Intel ed AMD (sì, alla fine anche AMD ha ammesso di essere affetta dalle due varianti di Spectre) e trattandosi di falle a livello hardware, i produttori di software stanno correndo ai ripari rilasciando patch su base quasi giornaliera.

Tutta questa fretta sta generando non pochi

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Dopo il tentativo (purtroppo fallito) della città di Monaco, questa volta è il turno di Barcellona.

L’amministrazione cittadina ha rilasciato una roadmap che prevede, prima dell’estate 2019, di reindirizzare il 70% del proprio budget IT su software open source, abbandonando la piattaforma Microsoft ed, in generale, il software proprietario. La migrazione avverrà parallelamente in due parti: dando in outsourcing ad aziende locali i progetti IT ed assumendo 65 nuovi sviluppatori per scrivere

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In questi giorni di maretta, tra Meltdown, Spectre ed il panico di massa, qualche persona ha ancora voglia di sperimentare mossa da questa domanda:

What is the oldest x86 processor that is still supported by a modern Linux kernel in present time?

Qual’è il processore x86 più vecchio ancora supportato da un kernel Linux moderno ad oggi?

Considerando che il supporto ai processori 386 è stato abbandonato a fine 2012, la risposta ovvia è

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Sono state necessarie oltre due settimane di lavoro per il team di Canonical per correggere il bug che causava il brick (spesso irreversibile) dei BIOS sui laptop Lenovo.

Come detto in precedenza, il bug era causato da una specifica componente del kernel, il driver Intel SPI, che permetteva l’aggiornamento del firmware del BIOS direttamente dalla scheda madre.

Nella versione upstream del kernel Linux questa feature è disabilitata di default perché considerata ancora instabile

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La release iniziale di Lindows risale a 16 anni fa, nell’agosto del 2001, e mirava ad essere una distribuzione in grado di poter eseguire software Windows utilizzando le API di Wine, approccio abbandonato poco dopo in favore di una gestione più semplice del software nativo Linux, utilizzando una versione modificata di APT. Il tutto con un sistema di pagamento a supporto simile a quello che mette in atto Red Hat per

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Parlando di “Felice anno nuovo” salta fuori che non siamo morti.

Si apre così il post del primo gennaio scritto da Carlie Fairchild per Linux Journal e, davvero, non si poteva sperare in un inzio migliore per la rivista della quale avevamo annunciato la chiusura non più tardi di un mese fa.

Da dove sono saltati fuori i soldi? L’autore fa riferimento agli hackers che gestiscono la Private Internet Access (PIA) VPN, una

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