Open source

CrowPi2 è un dispositivo all-in-one basato su Raspberry Pi. Si tratta fondamentalmente di una piattaforma educativa che permette di apprendere le nozioni di base di elettronica e programmazione. Presentato su Kickstarter con un obiettivo di circa 18 mila euro, ne ha attualmente raccolti più di 133 mila grazie ad oltre 560 sostenitori. Vediamo un po’ più nel dettaglio di cosa si tratta.

CrowPi2 è il presente, ed il futuro, della tech-education

Venti anni

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Prendendo spunto dalla recente liberalizzazione, da parte di Google, del codice di BiT, è stata pubblicata un’interessante analisi, sui vari motivi per cui alle aziende conviene trasformare le loro tecnologie in open source. Eccone i dettagli.

Open source: dagli anni 90 ad oggi

Spesso, qui su LFFL, vi parliamo di come il concetto di open source sia ormai diventato mainstream. Basti pensare alle dichiarazioni del presidente di Microsoft rilasciate poco tempo fa. Oggi

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Che voi siate studenti, o lavoratori da remoto, può succedere spesso di voler condividere l’output di un particolare comando da CLI, magari per dare supporto a un collega su una particolare procedura. Streamhut è un tool open source per GNU/Linux, che rende possibile condividere il terminale, in tempo reale, con chiunque.

Streamhut: condividere il proprio terminale in modalità read only

Questa utility open source, rilasciata con licenza Apache 2.0, si trova ancora in

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I software open source e, in particolare, i problemi relativi alla sicurezza informatica, sono sempre più oggetto di studio. Da una collaborazione nata tra Linux Foundation ed Harvard, è emersa un’indagine statistica per comprendere come i programmatori stiano affrontando i problemi relativi alla sicurezza.

Open source: Linux Foundation e Harvard proattive per la sicurezza

La diffusione del software open source, ed in particolare di Linux, è notevole. Se escludiamo l’ambito puramente Desktop, si

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PDF Mix Tool è un’applicazione open source che consente di modificare i file PDF. In particolare, permette di effettuare utili operazioni quali l’estrazione di pagine, l’unione di due file, o l’eliminazione di una pagina da un documento.

PDF Mix Tool: editor pdf veloce e leggero

I lettori non più giovanissimi, come me, sicuramente ricorderanno gli anni ’90 e l’attesa mensile per la pubblicazione della rivista di settore preferita. La fortuna di quei magazine,

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Xs:code fornisce agli sviluppatori di software open source, una piattaforma per generare introiti. Per ottenere questo risultato è stato creato un servizio ad hoc, che da un lato permette alle società interessate di poter accedere alle creazioni dei programmatori, dall’altro consente a quest’ultimi di vedersi riconosciuto il giusto compenso, magari offrendo servizi aggiuntivi.

Xs:code ottimizza l’open source business model

Vi abbiamo parlato, in questo articolo, della pervasività del codice open source nei moderni

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Howdy è un tool open source, che fornisce l’autenticazione in stile Windows Hello su GNU/Linux. Per effettuare il riconoscimento facciale, usa in combinazione gli emettitori infrarossi integrati e la webcam. Ecco come installarlo.

Howdy facial authentication

Gli sviluppatori del progetto, nel canale GitHub ufficiale, chiariscono che non si tratta di uno strumento alternativo alla password, in termini di sicurezza. Howdy è un metodo veloce per autenticarsi, non più sicuro. Dichiarano, infatti, che una

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Apple, forte dell’esperienza fatta con iCloud Keychain, tramite l’apposita pagina GitHub ha di recente avviato un nuovo progetto open source. Denominato Password Manager Resources, ha lo scopo di unificare, virtualmente, gli sforzi degli sviluppatori di questo genere di tool. Lo scopo, quindi, è quello di portare un beneficio generale a sviluppatori ed utenti.

Apple, da iCloud Keychain a Password Manager Resources

L’azienda di Cupertino non è nuova al mondo dell’open source. Basti pensare

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La migrazione dal software proprietario Microsoft alle alternative open source comporta un’importante serie di vantaggi. Ad esempio, si azzerano i costi dovuti alle licenze e si ha un maggiore controllo locale sul codice che alimenta il tutto, e questo è uno dei motivi per cui alcune autorità di tutto il mondo stanno valutando tale transizione. Dopo Monaco di Baviera, il cui caso è molto curioso perché c’è stato un continuo cambio

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Synopsys ha da poco pubblicato la quinta edizione del suo noto report, denominato Open Source Security and Risk Analysis. L’OSSRA fornisce un’istantanea approfondita circa gli aspetti di sicurezza, conformità e qualità del software open source. Nella ricerca si evidenzia come, le porzioni di codice libero contenute nei software commerciali, siano un fattore di rischio in termini sia di sicurezza informatica, che legale. Vediamo quali sono i punti su cui questa analisi

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