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Quella di J.M. Porup è una riflessione che farà storcere il naso a molti, e nasce da una semplice domanda:

Are the BSDs dying? Some security researchers think so

I BSD stanno morendo? Alcuni ricercatori di sicurezza lo pensano

La motivazione è altrettanto semplice: non ci sono abbastanza occhi nel codice BSD. In comparazione a Linux, il numero di vulnerabilità al kernel riportate per BSD è drammaticamente più basso.

Se da un lato questo dato

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In questi giorni si sta festeggiando un grande compleanno: i 20 annni dell’open source.

Prima che venisse coniato il termine open-source, grazie al contributo di Richard Stallman già si parlava di “free software”; dopo aver scritto una licenza ad-hoc di cui spesso sentiamo parlare, la GPL (General Public License), ed aver fondato la Free Software Foundation ha fondamentalmente creato le basi per il passo successivo.

Passo che è avvenuto il 3 Febbraio del

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Mitigare o non mitigare. Dopo Meltdown e Spectre è questo il problema, ma come diciamo da tempo c’è tutto uno spettro di possibilità di attacco ancora inesplorate che diventeranno attualità da un giorno con l’altro.

E’ per questo che suona positiva la notizia riportata dal team LKRG che ha reso pubblica la prima release del progetto, la 0.0, disponibile per il download.

Nato nel 2011, quindi a dispetto di quel 0.0 del numero

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La settimana scorsa RedHat aveva annunciato l’acquisizione di CoreOS per 250 milioni di dollari, decisione che aveva lasciato perplesse molte persone visto che (solitamente), l’azienda acquisisce le società per inglobare nella propria offerta nuove tecnologie.

CoreOS fornisce un sistema operativo ottimizzato per i container e Tectonic, una soluzione per gestire cluster Kubernetes.

Allora perché questa acquisizione? Per togliere di mezzo un concorrente? Non sembrerebbe. RedHat con questa mossa ha di fatto “assunto” 130

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Con il rush dello scorso mese, tutti bene o male abbiamo deciso di patchare i nostri sistemi per evitare le vulnerabilità -o almeno quelle scoperte fino ad oggi- relative a Spectre e Meltdown.

Una delle note più negative che tutti abbiamo dovuto valutare era un presunto calo delle performance dei nostri sistemi variabile in media dal 2% al 19% a seconda del tipo di attività.

Quanto riportato però da Greg Kroah-Hartman, responsabile del

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Ci siamo, il prossimo passo per l’evoluzione, il mondo migliore che tutti ci aspettiamo, il paradiso in terra è dietro l’angolo: le architetture ServerLess!

L’articolo di techrepublic di cui vi parliamo si apre con questa affermazione, ripresa dal blog CloudOpinion:

“Using containers today is like using CloudStack or OpenStack in 2012. Exciting, but limited future potential.”

Utilizzare i container oggi è come utilizzare CloudStack o OpenStack nel 2012, eccitante, ma litante nei confronti degli

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Appena rilasciato il kernel 4.15, si apre il periodo di tempo dedicato alle modifiche proposte per il kernel 4.16. La prima novità è l’aggiunta di Bison e Flex agli strumenti necessari per la compilazione (tradizionalmente limitati a GCC e Make): la novità è dettata dal bisogno di generare alcuni file e non solo compilarli. I nuovi strumenti richiesti sono però di uso comune, e quindi non dovrebbero affatto essere un problema

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Quando si parla di Kubernetes a livello enterprise, i nomi che saltano fuori non sono parecchi.

Da OpenShift di Red Hat a Juju di Canonical, passando anche per soluzioni quali Cisco Container Platform o SUSE CaaS Platform, molti dei big dell’informatica sono oramai da tempo saliti sulla “barca Kubernetes“, sfruttando -e pilotando- la direzione che il mondo IT sta prendendo in questi ultimi anni.

Uno dei più famosi fornitori di soluzioni enterprise di

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Ubuntu fa un passo indietro: Bionic Beaver (18.04 LTS) non utilizzerà Wayland di default, si tornerà a X.Org Server.

Ovviamente Wayland non sparirà e sarà possibile selezionarlo nella schermata di login GDM.

Canonical ha motivato la scelta sostenendo che attualmente X.Org offre un miglior supporto per la condivisione schermo (per Skype e Google Hangouts, ad esempio) e remote desktop (VNC, RPD) e che GNOME gestisce meglio i crash sotto X.Org invece che Wayland.

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Ubuntu 16.04.4 LTS è il quarto aggiornamento per Xenial Xerus, inizialmente previsto per il 15 febbraio 2018, che Canonical ha deciso di rimandare a data da definirsi.

Questo update prevedeva l’introduzione del kernel aggiornato ed alcune funzionalità presenti nella recente stable release 17.10 (Artful Aardvark).

Il motivo dello slittamento della release è praticamente ovvio (ormai non si parla d’altro): Spectre e Meltdown. Dopo i problemi avuti con le patch al kernel che impedivano

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