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The Security Corner
Una macchina virtuale dovrebbe essere una fortezza isolata dal sistema che la ospita. Con #Zapscape, però, quell'isolamento può saltare: una nuova, ennesima, vulnerabilità #useafterfree in #KVM può permettere di passare dal guest all'host e arrivare persino all'esecuzione di codice con privilegi root.
E in alcuni scenari il salto può essere ancora più diretto: da semplice utente locale a root. Vediamo come funziona Zapscape e perché la nested virtualization rende tutto ancora più
Una #use-after-free rimasta nascosta nel #Kernel #Linux per quasi vent’anni può trasformarsi in un #exploit completo per ottenere root e, in determinate condizioni, uscire da un container e compromettere l’host.
#SCTPhantom (CVE-2026-64564) colpisce il sottosistema SCTP ed è presente fin dal 2007: la recente pubblicazione di una PoC rende però il problema molto più concreto per chi gestisce server e infrastrutture #Kubernetes.
Vediamo come nasce il bug, come viene trasformato in una catena
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Quando un bug colpisce uno dei più popolari software per blog del mondo le conseguenze possono essere devastanti.
Queste due CVE producono un effetto combo che consente a chiunque, anche senza alcun account configurato all'interno della piattaforma, di ottenere una shell sul sistema che ospita il sito.
Lo spettro potenziale di applicazione del bug? Più o meno 500 milioni di siti web!
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Nuovo appuntamento di "The Security Corner" e nuova vulnerabilità del Kernel Linux, battezzata Bad Epoll.
La sua particolarità? È un bug raro che può permettere di diventare root anche su Android. A suo modo quindi, un inedito!
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Nuova puntata delle vulnerabilità storiche per il Kernel Linux: anche GhostLock è vecchissima, introdotta nel 2011 (Linux 2.6.39), è rimasta inosservata per circa 15 anni fino a quando il programma di bug bounty di Google ha spinto qualcuno a pubblicarla... Ovviamente per incassare.
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Una vulnerabilità dormiente da 16 anni nel Kernel Linux permette a un attaccante di evadere da una macchina virtuale ed eseguire codice arbitrario sull'host che la ospita. Si chiama Januscape ed è, per stessa ammissione del ricercatore che l'ha scoperta, il primo exploit guest-to-host noto che funziona indistintamente su processori Intel e AMD.
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Era già successo e ci risiamo: il repository della community Arch che contiene script di compilazione (PKGBUILD) per installare software non presente nei repository ufficiali è stato invaso da un attacco di portata inedita.
Quasi 1600 pacchetti sono stati infettati e con loro tutti gli utenti che li hanno utilizzati.
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A volte le vulnerabilità più efficaci spuntano fuori da funzionalità che fanno esattamente quello che è previsto. È questo il caso di HTTP/2 Bomb, un attacco denial-of-service (DoS) remoto pubblicato dal gruppo di ricerca Calif che colpisce le configurazioni predefinite dei principali web server: nginx, Apache httpd, Microsoft IIS, Envoy e Cloudflare Pingora. Partiamo subito...
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Se dopo le intense scorse settimane vi erano mancate le CVE sul Kernel Linux, eccovene un’altra: si chiama CIFSwitch, è nascosta nel codice dal 2007, e sotto le giuste condizioni permette a un utente senza privilegi di ottenere accesso root completo al sistema. Questa volta però non parliamo di qualche trucco sulla page cache, ma...
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La poca attenzione nell'installare un'estensione da parte di un dipendente costerà cara in termini di credibilità alla piattaforma proprietà di Microsoft che ha confermato una violazione tutta da quantificare.
La superficie colpita al momento pare essere limitata solo ad alcuni repository "Internal", ma le evoluzioni sono tutte da scoprire.
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