Ubuntu

Recentemente gli amici di Canonical stanno puntando tutto sugli Snap, quei pacchetti che, di fatto, contengono tutto il necessario per l’esecuzione di un dato software, comprese le librerie, e che dovrebbero rendere meno impattante l’aggiornamento di app differenti che utilizzano la stessa “base”.

Che sia per le live patch del Kernel o per la distribuzione di software di utilità, gli Snap oramai sembrano diventare sempre di più la norma per la distribuzione

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Oh, Snap! Solo perchè alcuni software sono distribuiti in via ufficiale li ritenete privi di possibili brutte sorprese? Spesso sul Play Store di Android sono state scovate app malevole sfuggite al controllo di Big G. Stavolta è l’Ubuntu Snap Store a finire al centro delle polemiche.

Se avete recentemente installato 2048buntu e Hextris da Snapcraft attenti, queste applicazioni contenengono un malware. Ad oggi le applicazioni sono state rimosse dallo store.

Miner di criptovalute in

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Se avete installato 2048buntu e Hextris da Snapcraft attenti, avete scaricato delle applicazioni contenenti un malware.

La scoperta è stata fatta qualche giorno fa e le applicazioni in questione sono state rimosse dallo store. A quanto pare almeno due pacchetti snap, 2048buntu e Hextris, caricati su Snapcraft da Nicolas Tomb, contenevano al loro interno un malware che minava di nascosto criptovalute. In pratica l'utente che installava queste app, ignaro di tutto, si trovava a

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Qualche giorno fa vi abbiamo informati circa la decisione da parte dei team di Ubuntu Mate e Budgie di abbandonare il supporto per l’architettura a 32 bit. Prima o poi doveva succedere.

Questa decisione è dovuta al lento ma inesorabile abbandono da parte dei produttori di software (Mozilla supporta solo amd64 a 64 bit, Google Chrome ha abbandonato l’architettura i386 a 32 bit alcuni anni fa, giusto per citare due esempi eclatanti)

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Vi ricordate delle voting machine comprate dalla Regione Lombardia per il voto referendario svolto lo scorso Ottobre 2017 che dovevano essere donate alle scuole dopo il voto?

Bene, a quanto pare la consegna delle 23000 voting machine è stata completata nel mese di Marzo 2018 e sono state consegnate a 1000 scuole lombarde (qui trovate l'elenco delle scuole che hanno ricevuto le voting machine).

Finalmente possiamo scoprire qualcosa in più di più sulle

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Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver è stato ufficialmente rilasciato ormai da un paio di settimane, ne abbiamo discusso qui. Gli sviluppatori sono già concentrati sulla prossima release: Ubuntu 18.10. Sarà una release supportata solo per 9 mesi e dovrebbe avere a bordo GNOME 3.30 il quale sarà pronto il 6 Settembre 2018 con la prima point release fissata per il 26 Settembre.

Il nome in codice è stato svelato da poche ore

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Mark Shuttleworth ha annunciato il nome in codice di Ubuntu 18.10, la prossima release semestrale di Ubuntu.

Immagine della seppia via Wikipedia

Ubuntu 18.10 si chiamerà Cosmic Cuttlefish ovvero la seppia cosmica. Ora, visto che l'animale totem scelto per questa release è conosciuto da tutti vi tralascio il consueto copia incolla con l'origine del nome ma vi lascio soltanto il link alla pagina dedicata alla seppia su Wikipedia.
La parola d'ordine della prossima release

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Ubuntu 18.04

by ice00 on

Ubuntu Ubuntu è la distribuzione Linux basata su Debian sviluppata da Canonical disponibile gratuitamente (tramite il supporto della comunità) oppure professionalmente a pagamento. Il desktop manager utilizzato è Unity, sviluppato dalla stessa Canonical, ma sono disponibili anche gli altri desktop manager (Gnome, KDE, XFCE…) Versione 18.04 Questa versione contiene (in Inglese): The Ubuntu team is […]

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Come vi avevamo già annunciato lo scorso 15 Febbraio Canonical ha implementato in Ubuntu un “data collection tool“, ovvero un tool per collezionare alcuni dati utili al team di sviluppo. Ma esattamente di quali dati stiamo parlando?

Quando la notizia è emersa, sinceramente ero abbastanza conscio del fatto che avrebbe scatenato un bel vespaio. Puntualmente, sia sotto il nostro articolo del 15 Febbraio, che su Reddit ma anche su diversi forum esteri

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Prima o poi doveva succedere. Col passare del tempo un numero sempre crescente di distribuzioni GNU/Linux sta abbandonando il supporto per i 32 bit. Martin Wimpress, leader del progetto MATE ha annunciato che Ubuntu MATE 18.10 non supporterà le architetture a 32 bit e poche ore dopo anche gli sviluppatori di Ubuntu Budgie hanno comunicato alla community la medesima scelta.

Questa decisione è dovuta al lento ma inesorabile abbandono da parte dei

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